Il sindaco o un amico?

La legge è del ’39 (ribadita dal DPR 396 del 2000): su delega del sindaco qualsiasi cittadino, avente diritto di voto e che non sia parente di primo grado, può unire in matrimonio.

Una possibilità che può essere interessante per togliere dall’anonimato la cerimonia in Municipio.

Sono stata recentemente a un matrimonio a Camogli, il celebrante, uomo di cultura e soprattutto amico di vecchia data degli sposi, ha fatto un discorso di spessore, con intermezzi ironici, godibile, che gli invitati non dimenticheranno. D’altro canto una persona non all’altezza potrebbe togliere ufficialità. In pratica in alcuni comuni la richiesta si rivela semplice, in altri impossibile. C’è chi la incoraggia e chi la rifiuta perchè -dice- il matrimonio è una cosa seria e il Comune vuole sovrintenderlo, allontanando l’ipotesi che possa svolgersi impropriamente. In realtà il discorso ‘personalizzato’ è intrigante, ma lo si potrebbe fare anche durante il pranzo, come nei matrimoni British, del resto.

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