Il 26 e il 27 maggio si svolgerà a Milano il Cake Design (3000 visitatori l’edizione dello scorso anno), una sorta di festival dedicato ala torta da cerimonia, alla sua archiettura e al suo decoro. Nel frattempo si moltiplicano i libri sul tema e i corsi per apprendisti pasticceri. Mai come in questo momento la torta è al centro dell’attenzione. E se lo merita. Rappresenta l’ultimo ‘momento di aggregazione’ della festa, l’ultimo rito, poi gli ospiti frettolosi avranno il permesso di congedarsi, gli altri di scatenarsi. È una portatrice sana di allegria, una catalizzatrice di attenzione, incuriosisce e riesce a far parlare di sé almeno quanto l’abito e i fiori.
L’imperativo categorico è che sia buona e che il gusto non sia subordinato all’estetica, ma soprattutto che sia sorprendente, che strappi qualche esclamazione di meraviglia, che sia eccentrica e anche un po’ scultorea.
Può ispirarsi alla stagione, ai fiori, ai colori, al luogo, può diventare ‘show’ se i pasticceri la completano in scena. Può rappresentare un fiocco o una pioggia di pois, può avere una circonferenza esagerata, piani tondi, quadrati, cilindrici, ma deve soprattutto essere esagerata, ironica, fotogenica. Proprio come una vera star.
























