La torta superstar

Il 26 e il 27 maggio si svolgerà a Milano il Cake Design (3000 visitatori l’edizione dello scorso anno), una sorta di festival dedicato ala torta da cerimonia, alla sua archiettura e al suo decoro. Nel frattempo si moltiplicano i libri sul tema e i corsi per apprendisti pasticceri. Mai come in questo momento la torta è al centro dell’attenzione. E se lo merita. Rappresenta l’ultimo ‘momento di aggregazione’ della festa, l’ultimo rito, poi gli ospiti frettolosi avranno il permesso di congedarsi, gli altri di scatenarsi. È una portatrice sana di allegria, una catalizzatrice di attenzione, incuriosisce e riesce a far parlare di sé almeno quanto l’abito e i fiori.

L’imperativo categorico è che sia buona e che il gusto non sia subordinato all’estetica, ma soprattutto che sia sorprendente, che strappi qualche esclamazione di meraviglia, che sia eccentrica e anche un po’ scultorea.

Può ispirarsi alla stagione, ai fiori, ai colori, al luogo, può diventare ‘show’ se i pasticceri la completano in scena. Può rappresentare un fiocco o una pioggia di pois, può avere una circonferenza esagerata, piani tondi, quadrati, cilindrici, ma deve soprattutto essere esagerata, ironica, fotogenica. Proprio come una vera star.

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Mr Facebook si sposa e lo annuncia su Facebook (dopo)

La vita ‘in diretta’ su Facebook, ma non troppo. Mark Zuckerberg si è sposato con la storica fidanzata (9 anni, si erano conosciuti ad Harvard) Priscilla Chan nel giardino della casa di Palo Alto.

Una festa piuttosto ristretta, cento invitati e sembra quasi tutti all’oscuro del vero motivo della convocazione.

Priscilla ha appena terminato gli studi di medicina e la convocazione per festeggiare sembrava quella. Piuttosto tradizionali ‘le mise’ di entrambi. Lei ha scelto un abito in pizzo con sottoveste, velo sulla nuca e lo strascico, capelli raccolti e come orecchino un semplicissimo ‘punto luce’. Lui, fresco di critiche per essersi presentato in Borsa indossando felpa e jeans, si è piegato all’abito, anche se non troppo formale: camicia bianca dal collo allentato, cravatta scura d’ordinanza. L’anello di fidanzamento è un rubino che pare abbia disegnato personalmente Zuckerberg, proprio come Brad Pitt. Si rassegnino i creatori di gioielli, ultimamente i mariti non si limitano a scegliere e a pagare, ma vogliono essere gli autori del modello. Niente partecipazioni, ma un bell’aggiornamento del suo profilo Facebook, quando si dice la coerenza…

 

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A Cannes sfila anche la sposa

Il red carpet diventa sempre di più white carpet. Un abito da sposa in che cosa differisce da un abito da sera chiaro?

Cipria per Eva Longoria in Marchesa, bianco per Jessica Chastain in Sarah Burton per Alexander Mc Queen, rosa per Eva Herzigova in Dolce & Gabbana, verde acqua per Diane Kruger in Giambattista Valli.

CATEGORIE: Abito

Il mio abito

Venerdì ho intervistato Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Ci siamo incontrati nella loro nuova sede di viale Piave, in una grande stanza piena di luce e tappezzata di libri e di annuari di riviste di moda. Una sede nuovissima e meravigliosa, ma in mezzo a tanti pezzi importanti (il tavolo da taglio di Galtrucco è una vera chicca) ho ritrovato degli arredi che gli stilisti portano con loro da tanto tempo:  due storiche poltrone da barbiere e un divanetto dalla struttura dorata.

Eravamo seduti li, quando nel Novanta decidemmo il mio abito da sposa, proprio alla fine di un’intervista.

Allora, come oggi, non disegnavano la linea sposa e io non mi occupavo ancora di Vogue Sposa. “Che cosa vuoi, gonna o pantaloni?”, mi chiese Stefano desideroso di accontentarmi e schizzò all’istante due proposte, tracciandole con il pennarello nero. Scelsi la gonna longuette, nonostante fossi sempre in pantaloni. Poi cercai scarpe (due paia, per sicurezza) e bouquet.  L’abito mi arrivò a casa due giorni prima che partissi per Camogli: due scatole piatte, in una la maglia stretch (must degli anni Novanta) con le maniche lunghe lunghe (al posto dei guanti) e tempestata di corolle in baguette Swarovski, nella seconda una gonna a più strati che si potevano sollevare, a sipario, e al posto del velo una grande stola da infilare nello scollo. L’abito era perfetto, perfetto per me, mi sentivo al meglio, ero a mio agio (non imputatemi un perfezionismo antipatico, non fu così per tutto il resto della cerimonia a cui, oggi ripensandoci, trovo molti difetti). Ora, se guardo le foto, sono datata – questo é il bello della moda – ma mi piaccio. A questo pensavo alla fine dell’incontro: in fondo era stato facile, non avevo cercato disperatamente, non avevo pellegrinato all’infinito, avevo individuato le persone giuste e mi ero fidata. Ecco, forse qualche volta bisogna fidarsi un po’, non essere sospettosa,  ma credere in qualcuno. La caccia al tesoro dal numero di tappe quasi infinito non sempre é la strada giusta e qualche volta finisce col confondere invece di chiarire.

CATEGORIE: Abito

Fra Biancaneve e la matrigna

Il legame fra cinema e moda è sempre stato strettissimo, una sorta di vasi comunicanti che si scambiano spunti, temi, citazioni in una continua corrente creativa. E non è un caso dunque che mentre arrivano sugli schermi ben due film su Biancaneve, più o meno fedeli alla storia, uno che vede Julia Roberts nei panni della matrigna, l’altro Charlize Theron nelle vesti di Biancaneve, sulle passerelle ricompaiano abiti da sposa da favola: importanti, ingombranti, scenici e soprattutto rossi, il massimo della vanità. In effetti nel film di Tarsem Singh la matrigna, mentre interroga lo specchio sulle rughe presenti e imminenti, è raggiante in un abito fuoco che segna la vita e che non teme la generosità della gonna. Tanto spazio e tanta attenzione avranno gli abiti ‘giganti’, quelli che non hanno paura di occupare la scena,

abiti protagonisti, che negano ogni minimalismo e che hanno bisogno di una sposa priva di timidezze e ansiosa di essere protagonista.

Lo sono stati sulle passerelle di Oscar de la Renta e di Vera Wang a New York che hanno creato magici origami, gonfi di organza, lievi e lievitati sulle note che dal lacca vanno al porpora. Sposa attrice dunque, ma mi raccomando, attenzione agli accessori!

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